Fossa di Caldaro

Valle dei Laghi e Valle dell'Adige

Il Trentino è conosciuto per un’innumerevole numero di torrenti, fiumi e laghi con popolazione prettamente salmonicola. Al confine con l’Alto Adige però, si trova un canale, chiamato Fossa, che dona un aspetto quasi padano alla piana dell'Adige, mescolando elementi tipicamente trentini con quelli tipici della pianura del Nord Italia. È famoso in tutta la provincia per essere campo gara Fipsas dove si disputano le competizioni di pesca al colpo. Inoltre la sua fama è da imputare anche alla presenza di numerosi lucci, di grossa dimensione, che attirano l'interesse di moltissimi spinner e pescatori col pesce vivo. Vi presento la Fossa di Caldaro, uno spot che soddisfa molteplici esigenze e garantisce assoluto divertimento 365 giorni all'anno.

Caratteristiche e prede presenti

La fossa di Caldaro è un canale artificiale realizzato nel 18° secolo, che collega il Lago di Caldaro in Alto Adige col fiume Adige. Nel tempo è stata una via di comunicazione, ma da più di quarant’anni è sia un canale di irrigazione, sia scolo del lago, che rilascia le sue acque verso il fiume. La Fossa ha un’ampiezza effettiva di 7/8 metri nei tratti più piccoli e di 10/11 metri nelle zone più larghe. Un canale di piccole dimensioni, abbastanza regolare, dove si è sviluppato un ecosistema tra i più vari di tutta la provincia di Trento. Sono presenti scardole, gardons, cavedani, alborelle, carassi, tinche, carpe, persici, lucci e trote iridee (alla foce con l’Adige – trattasi di esemplari di risalita). Ciò determina un’importante offerta alieutica. In altre parole, si possono praticare molteplici tecniche di pesca, nonostante si tratti di un corso d’acqua di estensione limitata, peraltro artificiale.

Regolamento

Tutta la Fossa di Caldaro, nel tratto che ricade in Trentino, è sotto la gestione della APDT di Trento. Si pesca tutto l’anno e il permesso giornaliero ha un costo di 15€ (reperibile anche senza licenza di tipo B). Il regolamento prevede l’impiego di esche naturali (mais, lombrichi) o artificiali. È vietato l’uso del bigattino, sia come esca che come pasturazione. È consentita invece la pasturazione con mezzo chilo di sfarinati di origine naturale. Per chi fosse interessato alla pesca del luccio, potrà dilettarsi sia con esche naturali che artificiali. È consentita la soppressione di massimo 1 esemplare di luccio al giorno di almeno 60 centimetri. Le regole sono abbastanza semplici e i controlli sono molto frequenti. Il regolamento potrebbe aver subito modifiche da quanto dichiarato. Consiglio di chiedere conferma contattando la Apdt di Trento ai seguenti recapiti: info@apdt.it oppure 0461.930093.

Attrezzature consigliate

La pesca in Fossa è molto simile a quella che si pratica nei canali francesi o del nord-Italia. L’abbondante popolazione di pesce bianco rende preferibile l’impiego di canne fisse (7-8 metri), roubaisienne a lunghezza ridotta (non oltre i 9,5 metri) e bolognesi. Si pesca alla passata, rilasciando il galleggiante e lasciandolo scorrere finchè non si avvertirà la mangiata di qualche scardola, cavedano, carassio avvicinatosi grazie alla pasturazione. Oppure, per chi volesse sperimentare qualcosa di diverso, il regolamento consente anche la pesca a feeder, con canne da 3,30m, ultraleggere. Occorre posizionarsi nella zona più larga della Fossa, che va dal ponte della ferrovia fino al ponte di Roverè della Luna (le coordinate GPS sono presenti nell’itinerario di Pescanet). Qui si pesca comodamente e la fossa è discretamente ampia. Si lancia verso la sponda successiva e si attende l’abboccata di qualche tinca, carpa o di gardons di taglia. Pesci rari, ma non impossibili. Gli irriducibili del luccio dovranno portare con sé una canna rigida di 2,40 metri, un mulinello taglia 3000 o 4000, imbobinato con del trecciato. Importantissimo è il guadino: molto spesso si pesca su dislivelli e, tentando di inguainare una preda, si rischia il bagno in acqua! Meglio dotarsi di un modello telescopico di almeno 3 metri.

Leggi l'approfondimento su Pescanet.it!

Itinerari nei dintorni

Scopri gli spot di pesca più vicini

Lago di Terlago

A pochi passi da Trento, lungo la strada che porta dal capoluogo a Riva del Garda, sorge un lago alpino di origine naturale, ricco di pesce e di facile accesso, teatro di numerose competizioni e di combattimenti con predatori famelici. Trattasi del meraviglioso Lago di Terlago: uno specchio d’acqua con l’ecosistema più prolifico del Trentino, composto da una parte più grande ed una più picc

Rio Brusago

In estate, quando il caldo non offre tregua, cosa c'è di meglio che andare in montagna oltre i mille metri di quota e concedersi una sana e rigenerante battuta di pesca in un rio? Quei classici "torrentelli" spesso snobbati, che non destano l'attenzione di molti ma inaspettatamente diventano paradisi per pochi pescatori, che scelgono di affrontarli consapevoli che vi si nasconde un tesoro chiamat

Torrente Fersina

Ho la fortuna di vivere a meno di cento metri da un torrente. Ci incontriamo quasi tutti i giorni ed è ormai un amico silenzioso, che mi fa compagnia durante l'anno regalandomi ottime uscite di pesca. Ho scelto di conoscerlo approfonditamente e di approfittare dei suoi inviti in ogni suo tratto, dalla foce alle sorgenti. Dopo aver fatto amicizia, ho preso la decisione di divulgare le sue peculiar